Limite all’uso del contante: cosa sapere nel 2026
Con la Legge di Bilancio 2023, il limite all’uso del denaro contante è stato innalzato a 4.999,99 euro per i pagamenti tra soggetti diversi.
Questa soglia rimane valida anche per tutto il 2026.
Oltre tale importo, i pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno, ecc.).
Quando il limite NON si applica
Il limite al contante non vale nei seguenti casi:
- prelievi o versamenti in contanti sul proprio conto corrente;
- prelievo di somme dalla ditta individuale da parte dell’imprenditore;
- versamenti dell’imprenditore nella propria ditta individuale.
In questi casi non c’è un trasferimento tra soggetti diversi.
Controlli bancari: cosa c’è da sapere
A fine 2025 si è parlato di un possibile nuovo sistema di controllo automatico dei prelievi, con comunicazioni in tempo reale al Fisco.
Al momento non ci sono conferme ufficiali.
È bene ricordare, però, che banche e intermediari trasmettono già i dati all’Anagrafe Tributaria, consentendo all’Amministrazione finanziaria di effettuare controlli successivi.
Prelievi e versamenti: attenzione alle presunzioni fiscali
Imprenditori: sia i prelievi sia i versamenti non giustificati possono essere considerati reddito imponibile.
Professionisti: i versamenti devono essere sempre giustificati; i prelievi non sono più automaticamente tassabili (come chiarito dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione).
In conclusione il limite al contante resta elevato, ma i controlli sui movimenti bancari rimangono centrali. È sempre consigliabile conservare una documentazione chiara e coerente con le dichiarazioni fiscali.